Cosa è rimasto di Franz? Una scritta: dopo lungo errare, il ritorno (15/20)

MILAN KUNDERA
L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE
Adelphi
Difficoltà: 5/5
Per il lettore accanito

“Che è rimasto della gente che moriva in Cambogia?
Una grande foto di un’attrice americana che tiene in braccio un bambino di razza gialla.
Che è rimasto di Tomas?
Una scritta: voleva il Regno di Dio sulla Terra.
Che è rimasto di Beethoven?
Un uomo aggrottato con una chioma inverosimile che pronuncia con voce cupa: – Es muss sein!
Che è rimasto di Franz?
Una scritta: dopo lungo errare, il ritorno.
E così di seguito. Prima di essere dimenticati, verremo trasformati in Kitsch. Il Kitsch è la stazione di passaggio tra l’essere e l’oblio.”

***

Dare una descrizione di quest’opera credo sia impossibile. Potrei ridurre tutto alla trama, ovvero l’amore di due coppie, o all’assunto filosofico dell’eterno ritorno (il Es Muss Sein! di Beethoven che significa Deve essere!), o alla considerazione su quanto sia in realtà pesante anche la leggerezza dell’amore.
Potrei dire molte cose. Tutte con un peso pressoché nullo.
Quindi l’unica cosa che posso dire è questa: se avete un amico che reputate intelligente, interessante, migliore di voi, a tratti incomprensibile, andate in libreria e comprate L’insostenibile leggerezza a scatola chiusa. Ci penserà lui a riempire gli spazi lasciati vuoti dalle mie parole e da Wikipedia.

 

DONNA TARTT
DIO DI ILLUSIONI – LA STORIA SEGRETA

Bur
Difficoltà: 4/5
Per lo studente di filosofia o di lettere

“-Si può sapere perché non hai pagato quelle multe?-sibilò Henry.
-Lasciami stare.
Camminammo sulla neve per un tempo che parve di ore, finché il vitale formicolìo nei miei piedi si mutò in disagevole torpidità; dinnanzi a me stivaloni da poliziotto, neri nella neve, manganelli che sbattevano sulle loro cinture. Un elicottero passò in un rombo al di sopra degli alberi, rimase fermo per un momento, poi sfrecciò di nuovo da dove era venuto. La luce diminuiva e la gente cominciava a rifluire verso casa.
-Andiamo-disse Francis per la quarta o quinta volta.
Ci stavamo finalmente allontanando allorché un poliziotto ci sbarrò il passo: -Ne avete abbastanza?-disse sorridendo: un tipo con faccia e mustacchi rossi.
-Eh sí-rispose Henry.
-Conoscete quel ragazzo?
-Si dà il caso di sì.
-Non avete idea di dove possa essersi cacciato?
Se questo fosse un film, pensai, guardando gentilmente la faccia bovina del poliziotto, se questo fosse un film, ci staremmo comportando in modo davvero sospetto.”

***

Ho letto questo romanzo per la prima volta a quindici anni. Era estate ed ero in montagna con i miei genitori. Avevo visto da poco il film L’attimo fuggente e la trama di questo libro mi colpì appena la lessi. Un ragazzo proletario in un prestigioso college americano decide di partecipare ad un controverso corso di greco antico e qui viene affiliato da una confraternita che si propone di scoprire la verità attraverso i riti greci. La situazione presto precipita e il protagonista dovrà rivalutare le sue idee filosofiche e il rapporto che aveva instaurato con i ragazzi della confraternita.
Questa la trama. Interessante di per sé, ma nulla di eccezionale, se a parte essa non ci fosse altro.

In realtà Dio di Illusioni riesce a coniugare il clima del romanzo thriller con il linguaggio della filosofia e il citazionismo di un’autrice appassionata di letteratura. È una di quelle storie per cui l’etichetta di thriller sarebbe calzante, ma a cui i critici hanno deciso di risparmiarla per non fuorviare l’opinione dei lettori. È un regalo perfetto se avete un amico a cui volete regalare una storia di ambientazione accademica che però al tempo stesso dia la soddisfazione di leggere un classico e abbia il ritmo di un romanzo di Stephen King.

 

EMILY BRONTȄ
CIME TEMPESTOSE

Bur
Difficoltà: 4/5
Per la ragazza adolescente

“ Due parole esprimerebbero il mio futuro …  morte e inferno. La vita, se avessi perduto lei, sarebbe un inferno. Fui solo un pazzo a credere per un momento ch’essa apprezzare l’affetto di Edgar Linton più del mio. L’amasse pure con tutte le forze del suo essere bambinesco, non riuscirebbe ad amarla in ottant’anni quanto io un solo giorno. E Caterina ha un cuore profondo quanto il mio: ed è più facile che quel secchio contenga il mare, che non che lui riesca ad attirare su di sé tutta la capacità d’amare di Caterina. Via! Egli le è appena un poco più caro del suo cane e del suo cavallo. Non ha la stoffa per essere amato come me: come può essere amare in lui quello che non ha?”

 

THOMAS MANN
TONIO KRȌGER

Einaudi
Difficoltà: 3/5
Per il ragazzo adolescente

“Hai poi letto il Don Carlos, Hans Hansen, come mi avevi promesso al cancello del giardino? Non leggerlo! Non te lo chiedo più. Che importa a te se il re piange perché è solo? I tuoi occhi luminosi non debbono velarsi della stupida aria trasognata che dà la lettura dei versi e delle malinconie… Essere come te! Ricominciare da capo, crescere simile a te, dritto, allegro e schietto, regolare e normale, d’accordo con Dio e col mondo, essere amato dai semplici e dai felici, sposare te, Ingeborg Holm, e avere un figlio come te, Hans Hansen; vivere e amare in letizia, libero dalla maledizione del conoscere e dal tormento creativo, nella beatitudine del quotidiano! Ricominciare da capo? Ma non varrebbe a nulla. Sarebbe ancora lo stesso, tutto avverrebbe ancora come è già avvenuto. Sì, vi sono alcuni che necessariamente smarriscono la strada, perché per loro non esiste una strada giusta.”

***

Cime Tempestose e Tonio Kröger possono essere considerati come le due facce di una stessa medaglia. Cime Tempestose perché racconta la storia tragica dell’amore tra l’orfano Heathcliff e la giovane Catherine, osteggiato dall’irruenza dei protagonisti più che dalle convenzioni sociali, l’opera di Thomas Mann perché racconta la storia di un adolescente timido e solitario che si tormenta  per quell’insuccesso tutto adolescenziale verso l’altro sesso che caratterizza i ragazzini che non riescono ad essere estroversi.

Tonio e Catherine possono essere molto utili ai tardo adolescenti per cominciare a scendere a patti con sé stessi e ad accettarsi. Le ragazze vedranno in Catherine lo specchio di quella forza che porta una donna a scegliere di non ammansirsi e i ragazzi impareranno con Tonio ad apprezzarsi nelle proprie caratteristiche.

Sono i regali perfetti per i fratelli e le sorelle minori, specialmente se conformisti ma confusi o introversi e tormentati.

 

NICOLAI LILIN
EDUCAZIONE SIBERIANA

Einaudi
Difficoltà: 3/5
Per tutti gli uomini

“Quella fiaba parlava di un branco di lupi che erano messi un po’ male perché non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco però tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, che non aveva nessuna voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere del cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se fosse andato a prendere il cibo agli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe più stato un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire la pancia non serviva a niente seguire regole precise, l’importante era riempirlo. Detto questo, si avviò verso il villaggio.

Gli uomini lo nutrirono con i loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva la pancia pensava di lasciare il villaggio e tornare nel villaggio insieme agli altri, poi però lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finché non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l’emozione di dividere la preda con i compagni.

Cominciò ad andare a caccia insieme con gli uomini, ad aiutare loro anziché il lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò a un vecchio lupo che cadde a terra ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole.

-Ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna,  da solo, in un mondo a cui non appartieni, perché hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non apparterrai né al mondo degli uomini né a quello dei lupi… Così capirai che la fame viene e passa, la dignità una volta persa non torna più.”

***

Nicolai Lilin è stato prima di tutto il caso letterario del 2009. Tatuatore, siberiano, un passato sordido da soldato in Cecenia, la sua storia sembrava scritta apposta per attrarre le folle ancora prima della lettura delle sue opere.

Ecco, io spero che affronterete questo consiglio senza pregiudizi né scetticismo. Questo perché Educazione Siberiana è il romanzo di formazione italiano più bello che ho letto negli ultimi anni e perché dalla sua lettura si può avere lo scorcio di una società che non conosciamo e non possiamo conoscere. Il racconto del protagonista mischia esperienze personali e considerazioni sociologiche con storie mitiche e leggende in un affresco assolutamente affascinante.

È un romanzo adatto da regalare a un fidanzato anche se non avvezzo alla lettura oppure a una ragazza appassionata di viaggi e nuove culture. In ogni caso piacerà a tutti gli uomini, e potrete contare su altri due libri dello stesso autore (Caduta libera e Il respiro del buio) come regali per eventuali anniversari.

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