E io le chiesi se le piacevano gli alberi caduti (10/20)

VLADIMIR POZNER

TOLSTOJ È MORTO

Adelphi

Difficoltà 4/5

Per l’amico intellettuale

“ –Sono piccolo e insignificante. E quel che è peggio è che ho cominciato a diventarlo quando ho sposato la donna che amo.
(L. N. Tolstoj, Diari, 17/VI/1863)

– La sera, durante la passeggiata, dichiarò di punto in bianco che l’uomo è vittima di terremoti, di epidemie, di orribili malattie, dei più disparati tormenti dell’animo, e che, tuttavia, la sua tragedia più dolorosa è sempre stata e sempre sarà quella che si consuma in camera da letto.
(M. Gor’kij, Lev Tolstoj)

– È necessario che io lavori ancora molto su me stesso: oggi, a ottant’anni, devo fare la stessa cosa che ho fatto con abnegazione fra i quattordici e i quindici anni: perfezionarmi.
(L.N. Tolstoj, Diari, 3/XII/1908)

***

Sulla fuga e la morte di Lev Tolstoj si è scritto molto. Che è fuggito dalla moglie, che è fuggito dalla fama, che è stata solo una montatura, che Tolstoj era impazzito. Questo romanzo ripercorre con precisione chirurgica i giorni dalla partenza fino alla sua morte dello scrittore attraverso diari, articoli, testimonianze, fotografie. Lascia che il lettore percepisca il tormento, il dilemma, l’impotenza di un uomo incapace di scegliere. Tra il popolo e i figli. Tra la moglie e l’arte. Tra la missione e la natura umana.
Tolstoj è morto è l’opera che ogni appassionato di letteratura divorerà in pochi giorni e che farà appassionare a Tolstoj anche chi non ha ancora osato accostarsi ai russi. Regalatelo soprattutto ai vostri amici che stanno sempre a interrogarsi sul senso dell’arte, in questo romanzo troveranno ottimi spunti.

JONATHAN SAFRAN FOER

MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO

Guanda

Difficoltà 4/5

Per l’amico che ama New York

“Lei rise e disse: -Tu non capisci te stesso- e io ribattei: -Sí che mi capisco- e lei:-D’accordo, ti capisci- e io:-Certo!
Lei mi disse:-Non c’è niente di male a non capire sé stessi- e vedeva attraverso il mio guscio, nel centro di me,-Ti piace la musica?- I nostri padri uscirono e si fermarono sulla soglia, e uno dei due disse: -Cosa faremo?- e capii che il tempo per stare insieme a lei era quasi finito e le chiesi se le piaceva fare sport e lei mi chiese se mi piaceva giocare a scacchi, io le chiesi se le piacevano gli alberi caduti e lei andò a casa con suo padre, il centro di me la seguì ma rimasi da solo con il mio guscio, avevo bisogno di rivederla, e non riuscivo a spiegarmi quel bisogno e per questo era un bisogno così bello, perché non c’è niente di male nel non capire sé stessi.”

***

Come dicevo ieri per La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, anche Molto forte, incredibilmente vicino è adatto alle persone che vogliono leggere un bel libro senza essere abituate a romanzi troppo complessi o linguaggi particolarmente forbiti. Safran Foer affronta in questo romanzo il tema dell’attentato alle Torri Gemelle e delle persone sopravvissute alle sue vittime. Il protagonista è l’undicenne Oskar, e la trama è troppo bella per poterla ridurre in queste righe.
In questo libro c’è però una particolarità a livello di struttura narrativa che lascerà piacevolmente sorpresi anche i lettori più navigati, quindi se avete un amico un po’ snob e pretenzioso e volete accrescere la vostra reputazione Jonathan Safran Foer sarà di sicuro l’arma giusta con cui colpire.

HERMANN HESSE

NARCISO E BOCCADORO

Oscar Mondadori

Difficoltà 3/5
Per l’amico artista

“ – Esporremo la questione al nostro padre abate e lasceremo decidere a lui.
Così fecero, e padre Daniele con paziente benevolenza la disputa dei due eruditi sulla loro concezione dell’insegnamento della grammatica. Quando ebbero esposto minutamente e motivato ciascuno le proprie idee, il vecchio li guardò sereno, scuotendo un poco la testa canuta, e disse: -È lodevole da parte del nostro Narciso che la scuola gli stia così a cuore e ch’egli aspiri a migliorare i programmi d’insegnamento. Ma se il suo superiore è di un’altra opinione, Narciso deve tacere e ubbidire, e tutti i miglioramenti della scuola non compenserebbero il danno, se per causa loro l’ordine e l’obbedienza venissero turbati in questa casa. Biasimo Narciso di non aver saputo cedere. E a tutti e due , miei giovani dotti, auguro che non vi manchino mai superiori più ignoranti di voi; non c’è nulla di meglio contro l’orgoglio.”

***

Un’avvertenza: per questo libro non è necessario apprezzare Hermann Hesse. A me Siddharta non è piaciuto e mi sono avvicinata a Narciso e Boccadoro solo perché un amico mi aveva assicurato che era un libro che meritava.
Non si è sbagliato. Narciso e Boccadoro  parla dell’amicizia fra il contemplativo Narciso e lo scavezzacollo Boccadoro, in un contesto medievale che però potrebbe essere l’ambientazione di una qualunque epoca in un qualunque luogo.
È il regalo perfetto se conoscete qualcuno da poco ma volete trasmettergli il senso di un’amicizia duratura ma non fondata sulla somiglianza. Narciso e Boccadoro è prima che un romanzo sull’arte e sulla conoscenza un romanzo sulla diversità. E sulla bellezza di sapere legata a sé una persona completamente diversa da noi.

AZAR NAFISI

LEGGERE LOLITA A TEHERAN

Adelphi

Difficoltà: 3/5

Per l’amica femminista

“- Mi stai ascoltando?- domandò, avvicinando al mio viso i suoi occhi beffardi. -Dove sei?

-Oh, sono sempre qui. Stavo solo riflettendo- replicai.

-Grazie a te, ho capito meglio una cosa su cui ho riflettuto spesso, negli ultimi tempi.- Aspettò che continuassi. -Stavo pensando al diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, e al fatto che le mie ragazze non sono felici. Quello che intendo dire, è che ormai si sentono condannate all’infelicità.

-E come pensi di convincerle invece che la felicità è un diritto?- domandò. -Sicuramente non incoraggiandole a fare le vittime. Devono imparare a battersi.”

***

So che lo regalerete ad una ragazza, ma secondo me ogni uomo dovrebbe leggere la storia  della professoressa Nafisi e delle cinque ragazze che seguono le sue lezioni di letteratura su Nabokov, Henry James, Scott Fitzegerald e altri, in un Iran flagellato dalla censura e dalla repressione dell’autonomia femminile.
Leggere Lolita a Teheran è un romanzo commovente nella delicatezza con cui racconta le aspirazioni normali (diventare insegnante, sposare un ragazzo diverso da quello scelto dalla famiglia, andare in giro a capo scoperto o non alzarsi per il saluto al preside in aula) di queste ragazze così lontane e al tempo stesso così vicine al nostro paese. È un romanzo che può educare molte donne, che può insegnare loro ad apprezzare davvero quella serie di autonomie di cui troppo spesso ci lasciamo spogliare in nome di ideali che ideali non sono. Può insegnare a ogni ragazza ad avere il coraggio delle proprie scelte. Magari con l’ausilio e la complicità di vecchi scrittori che del mondo avevano capito molte più cose di tutti noi.
Il regalo adatto a una ragazza femminista ma anche ad una tradizionalista. Per la seconda insieme a Lolita e Memorie di una ragazza perbene.

MICHAIL BULGAKOV

CUORE DI CANE

Oscar Mondadori

Difficoltà: 4/5

Per l’amico impegnato in politica

“-Il cibo è una faccenda delicata, Ivan Arnol’dovič. Mangiare è un’arte, e figuratevi che la maggior parte delle persone non sa affatto mangiare. Non basta sapere che cosa mangiare, ma quando e come. (Filipp Filippovič agitò con un gesto significativo il cucchiaio.) E di che argomento parlare mentre si è a tavola… Se vi sta a cuore la vostra digestione, eccovi un buon consiglio: non parlate mai di bolscevismo, né di medicina. E Dio vi scampi dal leggere i quotidiani sovietici prima di desinare!

-Ehm… Ma non ce ne sono altri…

-E allora non leggetene nessuno. Ho avuto modo di osservare una trentina di casi nella mia clinica. E volete sentirne una? I pazienti che non leggono i giornali godono di eccellente salute.”

Michail Bulgakov è conosciuto come l’autore de Il maestro e Margherita, che però non vi consiglierò perché è uno di quei libri che fa sentire stupido anche il lettore più accurato e quindi vi farebbe odiare. Il maestro e Margherita, poi, è il classico regalo che fa l’amico che non legge ma vuole darsi un tono all’amico che non capisce quello che legge ma dice di leggere i russi per darsi un tono. Quindi direi di evitare.
Cuore di cane, invece, è un racconto di disarmante semplicità a livello di trama: uno scienziato decide di prendere il cuore di un cane randagio e di impiantarlo nel corpo di un essere umano per osservare se un animale può riuscire ad ambientarsi nella società delle persone “civili”. In realtà è una grande allegoria satirica della società russa all’indomani della guerra civile, come in un altro stato lo fu La fattoria degli animali di George Orwell.
Se avete un amico con la passione per la politica questo sarà un regalo particolare (Cuore di Cane è una delle opere meno conosciute di Bulgakov) ma carico di significato. E chi lo leggerà apprezzerà la modernità della maggior parte dei temi trattati. Ancora più della stessa Fattoria degli animali.

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