I libri da regalare a Natale – Consigli (5/20)

Perché un post di consigli?
Perché credo che le classifiche di vendita non diminuiscono il dramma di chi vuole regalare un libro ma non sa come orientarsi.
Poi perché un paio di giorni fa mi è capitata tra le mani la citazione “la cultura se non viene condivisa non vale nulla” (è in uno dei 20 volumi che vi consiglierò, ma non riesco a ricordare in quale).
E poi perché credo che i libri cambino la vita molto più di un nuovo taglio di capelli o di un gioiello o di un viaggio per due persone o di un abbonamento a dei trattamenti termali.

Qui di seguito avrete quindi un po’ di consigli per regalare libri alle persone a cui volete bene. Sono titoli eterogenei. Accanto ad ognuno ho messo l’indicazione del livello di difficoltà e il tipo di persona a cui sarebbe perfetto regalare il volume. Tenete però presente che tutti questi libri possono essere adatti a chi legge molto. Io li ho letti e apprezzati nonostante il fatto che alcuni (Danny l’eletto, Lasciami Entrare e Aurora) trattassero temi diversi da quelli che prediligo di solito. Se avete la fortuna di avere un amico accanito lettore allora andate tranquilli con tutti i volumi, se no scegliete in base alle indicazioni.

I libri consigliati saranno in totale 15 e verranno pubblicati a gruppi di 5 da qui a domenica sera. Spero non me ne vorrete, ma non ho voluto rinunciare a inserire le citazioni per paura di fare un post troppo lungo.

FRIEDRICH NIETZSCHE
AURORA– PENSIERI SUI PREGIUDIZI MORALI

Adelphi
Difficoltà: 4/5
Per tutti

177 – Imparare la solitudine
Oh, poveri bricconcelli nelle grandi città della politica mondiale, voi giovani dotati, torturati dall’ambizione, che ritenete sia vostro dovere in ogni circostanza – e c’è sempre una circostanza– dire la vostra parola! Credete di essere il carro della storia, se sollevate in questo modo polvere e frastuono? Tenendo sempre le orecchie tese, attendete il momento di poter far sentire anche la vostra voce, ma perdete ogni vostra autentica produttività. Per quanto possiate essere ancora tanto bramosi di opere grandi, il profondo silenzio del maturare creativo non giunge a voi! L’avvenimento del giorno vi spazza via come pula, mentre voi credete di spazzare via lui, poveri bricconcelli! Se si vuole sulla scena far la parte dell’eroe, non si può pensare a fare quella del coro, anzi non si può neppure sapere come è che si fa il coro.”

***

Al terzo anno d’università il professore –serissimo e formale – di Diritto dei Mercati Finanziari ci lesse questo estratto come congedo dell’ultima lezione. Di quei secondi ricordo solo che la lettura mi colpì. Andai subito a comprare il volume e ora che lo stringo tra le mani mi rendo che ha orecchie, segni e appunti praticamente su ogni margine e ogni centimetro del frontespizio.
I pensieri sui pregiudizi morali è strutturato come un elenco di aforismi e riflessioni e proprio in questo risiede la sua forza. Potete regalarlo a chi ha l’abitudine di leggere  anche se non ha familiarità o simpatia per Friedrich Nietzsche o con i trattati di filosofia in genere.  Per la persona a cui lo regalerete diventerà sicuramente il regalo più di valore di tutti quelli ricevuti quest’anno. Non fatevelo sfuggire.

AUDREY NIFFENEGGER
LA MOGLIE DELL’UOMO CHE VIAGGIAVA NEL TEMPO
Oscar Mondadori
Difficoltà:  3/5
Per l’amica che legge i bestsellers

“CLAIRE:
È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene.  È dura essere quella che rimane.
Mi tengo occupata. Così il tempo passa più veloce.
Vado a dormire da sola e mi sveglio da sola. Faccio passeggiate. Lavoro fino a stancarmi. Osservo il vento giocare con la robaccia rimasta sepolta per tutto l’inverno sotto la neve. Finché non ci si pensa sembra facile. Perché l’assenza intensifica l’amore?
[…]
Perché se ne va dove io non posso seguirlo?
HENRY:
Come ci si sente? Come ci si sente?
A volte è come se ti fossi distratto per un attimo.  Con un sobbalzo ti accorgi che il libro che stavi leggendo, la camicia di cotone a quadretti rossi con i bottoni bianchi, i tuoi jeans preferiti, neri, e i calzini marroni: è tutto sparito.  Sei in piedi, nudo come un verme, immerso fino alle caviglia nell’acqua ghiacciata di un canale di scolo lungo una strada rurale che non conosci. […]
E Clare, sempre Clare. Clare la mattina, assonnata. Clare con le braccia affondate nella tinozza per la fabbricazione della carta, che estrae la massa informe e la manipola per mescolarne le fibre. Clare che legge con i capelli sparsi sullo schienale della sedia, mentre massaggia le mani rosse e screpolate con un balsamo prima di andare a letto. La voce bassa di Clare all’orecchio, spesso.
Odio trovarmi dove lei non è, e quando lei non c’è. E invece me ne vado sempre, e Clare non mi può seguire.”

***

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo parla della storia di un uomo, Henry, affetto da una malattia congenita che lo porta a viaggiare nel tempo senza poter controllare i propri spostamenti e di una donna, Clare, moglie di Henry. È una storia d’amore atipica e struggente, narrata in uno stile contemporaneamente delicato e complesso adatto ad ogni tipo di lettore.
Se avete un’amica che legge regolarmente i bestseller ma vorrebbe confrontarsi con un libro meno scontato La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo vi farà fare bella figura senza dare l’idea che vogliate strafare o apparire forzosamente intellettuali.

VIRGINIA WOOLF
DIARIO DI UNA SCRITTRICE
Minimum Fax
Difficoltà: 3/5
Per chi ama scrivere

“MARTEDÌ, 9 MAGGIO
Ieri sera a Carpentras c’era una servetta dagli occhi onesti, i capelli pettinati a frangetta e un dente un po’ annerito.  […] Quella strana faccina onesta, con il dente annerito, rimarrà a Carpentras, immagino. Si sposerà? Diventerà una di quelle grosse donne in nero che sferruzzano nel vani della porta? No, prevedo che le accadrà qualcosa di tragico, perché aveva abbastanza fantasia da invidiarci la Lanchester.”

***

Questo volume contiene i diari della scrittrice Virginia Woolf dal 1918 fino al 1941 (poco prima del suo suicidio per annegamento), certamente una delle migliori osservatrici della realtà degli ultimi secoli. Questi diari sono una lettura imprescindibile per tutte le persone che amano scrivere, oltre che osservare il procedimento di concepimento e stesura di un romanzo (la Woolf descrive minuziosamente le sue routine di scrittura) anche per comprendere il rapporto che gli scrittori hanno con sé stessi e con la realtà che li circonda (l’episodio sopra riportato è solo uno delle decine di aneddoti e giudizi presenti nel libro).

JOHN  AJVIDE LINDQVIST
LASCIAMI ENTRARE

Marsilio
Difficoltà: 3/5
Per chi ama le storie di formazione

“ -Sí,  io uccido le persone. Sfortunatamente.
– Perché lo fai?
Un flash d’ira gelida passò sugli occhi di Eli.
-Se hai un’idea migliore, puoi benissimo dirmela.
-Sí, perché … per il sangue … deve esserci un modo per … qualche modo per …
-Non c’è.
Eli sbuffò, i suoi occhi si rimpicciolirono.
-Io sono come te.
-Io … non uccido le persone.
-No . Ma vorresti farlo. Se potessi. E lo faresti sicuramente in caso di necessità.
-Perché li odio. C’è una bella …
-Differenza? È questo che vuoi dire?
-Sí …
-Se potessi cavartela, se succedesse e basta. Se potessi augurare a qualcuno di morire e quello morisse. Lo faresti allora?
-Sì.
-Sì. E lo faresti soltanto per il tuo piacere. Per vendetta. Io lo faccio perché devo. Non esiste un altro modo. “

***

La trama di questo libro vi sarà familiare: un ragazzino alienato e vittima dei bulli incontra e fa amicizia con una giovane ragazza vampiro. Non è una semplice sensazione di dejà vu. Lasciami entrare infatti è il libro da cui è stato tratto il film Blood Story, uscito nella sale poco meno di tre mesi fa.
Devo però subito precisare che a livello di complessità emotiva il libro ha nulla a che vedere con l’atmosfera horror e vagamente splatter della pellicola. In realtà Lasciami entrare è una storia di formazione che affronta i temi dell’amicizia e della violenza in maniera meno banale di molti cosiddetti “romanzi seri”. Io ne sono rimasta stregata nonostante detesti gli horror e le storie suivampiri.

CHAIM POTOK
DANNY L’ELETTO
Garzanti
Difficoltà: 4/5
Per chi è in contrasto con i genitori

“Reuven,  il figlio del rabbino Saunders non vive in Polonia. L’America è libera. Qui non ci sono muri che sbarrino il passo agli ebrei. Ti pare tanto strano, dunque, che questo ragazzo trasgredisca le regole imposte da suo padre e che legga i libri proibiti? È incredibile la mole delle sue letture in un mese. Tu sei un alunno brillante, e lo affermo in tua presenza con sincero orgoglio. Ma lui è un fenomeno. Una mente come la sua nasce una sola volta nel corso d’una generazione.
Quindi Reuven, sta’ bene attento a quello che sto per dirti. Il figlio del rabbino Saunders è un ragazzo estremamente  solo e tormentato. Non esiste, alla lettera, un essere umano con cui possa parlare. Ha bisogno di un amico. Non ti avrebbe mai parlato delle sue gite clandestine in biblioteca se avesse creduto per un attimo che non avresti custodito il suo segreto. Stagli vicino Reuven, e ascolta il suo cuore molto più che la sua mente.”

***

Danny l’eletto è la storia dell’amicizia fra due ragazzi ebrei della comunità di Brooklyn, New York,  e del tentativo di uno di loro di rompere le regole della tradizione per scegliere in maniera autonoma cosa fare della propria vita.
È uno di quei libri che insegnano a comprendere l’amicizia e il rapporto con i genitori più delle esperienze e delle relazioni che viviamo nel mondo reale. È un romanzo ancestrale , che trascende l’ebraismo, l’epoca e l’età dei protagonisti. Un romanzo che tutti i ragazzi dotati dovrebbero leggere, che tutti gli amici dei ragazzi dotati dovrebbero leggere e che tutti i genitori di ragazzi dotati dovrebbero leggere.

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3 Comments

  1. Adesso vanno di moda ebook e roba simile ma il piacere di sfogliare tra le mani un buon libro e sentire il profumo delle pagine è unico. Qualcosa di magico che un computer non potrà mai avere. Almeno per me!

  2. Io fino ad adesso ho visto il mio blog su un Ipad e come grafica era magnifico rispetto a com’è visto dallo schermo di un computer. Però il gusto che libro di carta e dell’avere una libreria che straripa è comunque un piacere a sé.

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