Gli Stati Uniti che tossiscono tutta notte e non ci lasciano dormire

Carl Solomon! Sono con te a Rockland
dove sei più matto di me
Sono con te a Rockland
dove certo ti senti molto strano
Sono con te a Rockland
dove imiti l’ombra di mia madre
Sono con te a Rockland
dove hai assassinato le tue dodici segretaria
Sono con te a Rockland
dove ridi di questo humour invisibile
Sono con te a Rockland
dove siamo tutti scrittori sulla stessa terribile macchina da scrivere
Sono con te a Rockland
dove in camicia di forza gridi che stai perdendo la partita al vero ping pong con l’abisso
Sono con te a Rockland
dove pesti sul piano catatonico che l’anima è innocente ed è immortale e non dovrebbe morire empiamente in un manicomio armato
Sono con te a Rockland
dove accusi i dottori di pazzia e complotti la rivoluzione socialista Ebraica contro il Golgota nazionale fascista
Sono con te a Rockland
dove venticinquemila compagni pazzi tutti insieme cantano le ultime strofe dell’Internazionale
Sono con te a Rockland
dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola
gli Stati Uniti che tossiscono tutta notte e non ci lasciano dormire.

[Allen Ginsberg]

***

“Allen Ginsberg vive negli autogrill.”
Chiudo il libro e guardo il barista che pulisce un bicchiere nel silenzio della sala bar alle due di notte.
“Piace a molti la beat generation?”

Il barista posa il bicchiere, preciso in pila insieme agli altri. Strizza gli occhi, guarda fuori.
“A molti non so,

a quelli che passano di qui, però, sì.”

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Cose insignificanti

“Non sono del vostro parere, ci sono giorni in cui la lettura dei giornali mi sembra molto piacevole…” interruppe zia Flora per far capire che aveva letto il pezzo sul Corot di Swann su “Le Figaro” “…quando parlano di cose e di persone che ci interessano!” rincarò zia Céline.

“Non dico di no” rispose Swann stupefatto. “Ciò che rimprovero ai giornali è di attirare la nostra attenzione tutti i giorni su cose insignificanti, mentre leggiamo tre o quattro volte nella vita i libri che contengono le cose essenziali.”

[Marcel Proust]

Cosa è rimasto di Franz? Una scritta: dopo lungo errare, il ritorno (15/20)

MILAN KUNDERA
L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE
Adelphi
Difficoltà: 5/5
Per il lettore accanito

“Che è rimasto della gente che moriva in Cambogia?
Una grande foto di un’attrice americana che tiene in braccio un bambino di razza gialla.
Che è rimasto di Tomas?
Una scritta: voleva il Regno di Dio sulla Terra.
Che è rimasto di Beethoven?
Un uomo aggrottato con una chioma inverosimile che pronuncia con voce cupa: – Es muss sein!
Che è rimasto di Franz?
Una scritta: dopo lungo errare, il ritorno.
E così di seguito. Prima di essere dimenticati, verremo trasformati in Kitsch. Il Kitsch è la stazione di passaggio tra l’essere e l’oblio.”

***

Dare una descrizione di quest’opera credo sia impossibile. Potrei ridurre tutto alla trama, ovvero l’amore di due coppie, o all’assunto filosofico dell’eterno ritorno (il Es Muss Sein! di Beethoven che significa Deve essere!), o alla considerazione su quanto sia in realtà pesante anche la leggerezza dell’amore.
Potrei dire molte cose. Tutte con un peso pressoché nullo.
Quindi l’unica cosa che posso dire è questa: se avete un amico che reputate intelligente, interessante, migliore di voi, a tratti incomprensibile, andate in libreria e comprate L’insostenibile leggerezza a scatola chiusa. Ci penserà lui a riempire gli spazi lasciati vuoti dalle mie parole e da Wikipedia.

 

DONNA TARTT
DIO DI ILLUSIONI – LA STORIA SEGRETA

Bur
Difficoltà: 4/5
Per lo studente di filosofia o di lettere

“-Si può sapere perché non hai pagato quelle multe?-sibilò Henry.
-Lasciami stare.
Camminammo sulla neve per un tempo che parve di ore, finché il vitale formicolìo nei miei piedi si mutò in disagevole torpidità; dinnanzi a me stivaloni da poliziotto, neri nella neve, manganelli che sbattevano sulle loro cinture. Un elicottero passò in un rombo al di sopra degli alberi, rimase fermo per un momento, poi sfrecciò di nuovo da dove era venuto. La luce diminuiva e la gente cominciava a rifluire verso casa.
-Andiamo-disse Francis per la quarta o quinta volta.
Ci stavamo finalmente allontanando allorché un poliziotto ci sbarrò il passo: -Ne avete abbastanza?-disse sorridendo: un tipo con faccia e mustacchi rossi.
-Eh sí-rispose Henry.
-Conoscete quel ragazzo?
-Si dà il caso di sì.
-Non avete idea di dove possa essersi cacciato?
Se questo fosse un film, pensai, guardando gentilmente la faccia bovina del poliziotto, se questo fosse un film, ci staremmo comportando in modo davvero sospetto.”

***

Ho letto questo romanzo per la prima volta a quindici anni. Era estate ed ero in montagna con i miei genitori. Avevo visto da poco il film L’attimo fuggente e la trama di questo libro mi colpì appena la lessi. Un ragazzo proletario in un prestigioso college americano decide di partecipare ad un controverso corso di greco antico e qui viene affiliato da una confraternita che si propone di scoprire la verità attraverso i riti greci. La situazione presto precipita e il protagonista dovrà rivalutare le sue idee filosofiche e il rapporto che aveva instaurato con i ragazzi della confraternita.
Questa la trama. Interessante di per sé, ma nulla di eccezionale, se a parte essa non ci fosse altro.

In realtà Dio di Illusioni riesce a coniugare il clima del romanzo thriller con il linguaggio della filosofia e il citazionismo di un’autrice appassionata di letteratura. È una di quelle storie per cui l’etichetta di thriller sarebbe calzante, ma a cui i critici hanno deciso di risparmiarla per non fuorviare l’opinione dei lettori. È un regalo perfetto se avete un amico a cui volete regalare una storia di ambientazione accademica che però al tempo stesso dia la soddisfazione di leggere un classico e abbia il ritmo di un romanzo di Stephen King.

 

EMILY BRONTȄ
CIME TEMPESTOSE

Bur
Difficoltà: 4/5
Per la ragazza adolescente

“ Due parole esprimerebbero il mio futuro …  morte e inferno. La vita, se avessi perduto lei, sarebbe un inferno. Fui solo un pazzo a credere per un momento ch’essa apprezzare l’affetto di Edgar Linton più del mio. L’amasse pure con tutte le forze del suo essere bambinesco, non riuscirebbe ad amarla in ottant’anni quanto io un solo giorno. E Caterina ha un cuore profondo quanto il mio: ed è più facile che quel secchio contenga il mare, che non che lui riesca ad attirare su di sé tutta la capacità d’amare di Caterina. Via! Egli le è appena un poco più caro del suo cane e del suo cavallo. Non ha la stoffa per essere amato come me: come può essere amare in lui quello che non ha?”

 

THOMAS MANN
TONIO KRȌGER

Einaudi
Difficoltà: 3/5
Per il ragazzo adolescente

“Hai poi letto il Don Carlos, Hans Hansen, come mi avevi promesso al cancello del giardino? Non leggerlo! Non te lo chiedo più. Che importa a te se il re piange perché è solo? I tuoi occhi luminosi non debbono velarsi della stupida aria trasognata che dà la lettura dei versi e delle malinconie… Essere come te! Ricominciare da capo, crescere simile a te, dritto, allegro e schietto, regolare e normale, d’accordo con Dio e col mondo, essere amato dai semplici e dai felici, sposare te, Ingeborg Holm, e avere un figlio come te, Hans Hansen; vivere e amare in letizia, libero dalla maledizione del conoscere e dal tormento creativo, nella beatitudine del quotidiano! Ricominciare da capo? Ma non varrebbe a nulla. Sarebbe ancora lo stesso, tutto avverrebbe ancora come è già avvenuto. Sì, vi sono alcuni che necessariamente smarriscono la strada, perché per loro non esiste una strada giusta.”

***

Cime Tempestose e Tonio Kröger possono essere considerati come le due facce di una stessa medaglia. Cime Tempestose perché racconta la storia tragica dell’amore tra l’orfano Heathcliff e la giovane Catherine, osteggiato dall’irruenza dei protagonisti più che dalle convenzioni sociali, l’opera di Thomas Mann perché racconta la storia di un adolescente timido e solitario che si tormenta  per quell’insuccesso tutto adolescenziale verso l’altro sesso che caratterizza i ragazzini che non riescono ad essere estroversi.

Tonio e Catherine possono essere molto utili ai tardo adolescenti per cominciare a scendere a patti con sé stessi e ad accettarsi. Le ragazze vedranno in Catherine lo specchio di quella forza che porta una donna a scegliere di non ammansirsi e i ragazzi impareranno con Tonio ad apprezzarsi nelle proprie caratteristiche.

Sono i regali perfetti per i fratelli e le sorelle minori, specialmente se conformisti ma confusi o introversi e tormentati.

 

NICOLAI LILIN
EDUCAZIONE SIBERIANA

Einaudi
Difficoltà: 3/5
Per tutti gli uomini

“Quella fiaba parlava di un branco di lupi che erano messi un po’ male perché non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco però tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, che non aveva nessuna voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere del cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se fosse andato a prendere il cibo agli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe più stato un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire la pancia non serviva a niente seguire regole precise, l’importante era riempirlo. Detto questo, si avviò verso il villaggio.

Gli uomini lo nutrirono con i loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva la pancia pensava di lasciare il villaggio e tornare nel villaggio insieme agli altri, poi però lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finché non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l’emozione di dividere la preda con i compagni.

Cominciò ad andare a caccia insieme con gli uomini, ad aiutare loro anziché il lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò a un vecchio lupo che cadde a terra ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole.

-Ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna,  da solo, in un mondo a cui non appartieni, perché hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non apparterrai né al mondo degli uomini né a quello dei lupi… Così capirai che la fame viene e passa, la dignità una volta persa non torna più.”

***

Nicolai Lilin è stato prima di tutto il caso letterario del 2009. Tatuatore, siberiano, un passato sordido da soldato in Cecenia, la sua storia sembrava scritta apposta per attrarre le folle ancora prima della lettura delle sue opere.

Ecco, io spero che affronterete questo consiglio senza pregiudizi né scetticismo. Questo perché Educazione Siberiana è il romanzo di formazione italiano più bello che ho letto negli ultimi anni e perché dalla sua lettura si può avere lo scorcio di una società che non conosciamo e non possiamo conoscere. Il racconto del protagonista mischia esperienze personali e considerazioni sociologiche con storie mitiche e leggende in un affresco assolutamente affascinante.

È un romanzo adatto da regalare a un fidanzato anche se non avvezzo alla lettura oppure a una ragazza appassionata di viaggi e nuove culture. In ogni caso piacerà a tutti gli uomini, e potrete contare su altri due libri dello stesso autore (Caduta libera e Il respiro del buio) come regali per eventuali anniversari.

E io le chiesi se le piacevano gli alberi caduti (10/20)

VLADIMIR POZNER

TOLSTOJ È MORTO

Adelphi

Difficoltà 4/5

Per l’amico intellettuale

“ –Sono piccolo e insignificante. E quel che è peggio è che ho cominciato a diventarlo quando ho sposato la donna che amo.
(L. N. Tolstoj, Diari, 17/VI/1863)

– La sera, durante la passeggiata, dichiarò di punto in bianco che l’uomo è vittima di terremoti, di epidemie, di orribili malattie, dei più disparati tormenti dell’animo, e che, tuttavia, la sua tragedia più dolorosa è sempre stata e sempre sarà quella che si consuma in camera da letto.
(M. Gor’kij, Lev Tolstoj)

– È necessario che io lavori ancora molto su me stesso: oggi, a ottant’anni, devo fare la stessa cosa che ho fatto con abnegazione fra i quattordici e i quindici anni: perfezionarmi.
(L.N. Tolstoj, Diari, 3/XII/1908)

***

Sulla fuga e la morte di Lev Tolstoj si è scritto molto. Che è fuggito dalla moglie, che è fuggito dalla fama, che è stata solo una montatura, che Tolstoj era impazzito. Questo romanzo ripercorre con precisione chirurgica i giorni dalla partenza fino alla sua morte dello scrittore attraverso diari, articoli, testimonianze, fotografie. Lascia che il lettore percepisca il tormento, il dilemma, l’impotenza di un uomo incapace di scegliere. Tra il popolo e i figli. Tra la moglie e l’arte. Tra la missione e la natura umana.
Tolstoj è morto è l’opera che ogni appassionato di letteratura divorerà in pochi giorni e che farà appassionare a Tolstoj anche chi non ha ancora osato accostarsi ai russi. Regalatelo soprattutto ai vostri amici che stanno sempre a interrogarsi sul senso dell’arte, in questo romanzo troveranno ottimi spunti.

JONATHAN SAFRAN FOER

MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO

Guanda

Difficoltà 4/5

Per l’amico che ama New York

“Lei rise e disse: -Tu non capisci te stesso- e io ribattei: -Sí che mi capisco- e lei:-D’accordo, ti capisci- e io:-Certo!
Lei mi disse:-Non c’è niente di male a non capire sé stessi- e vedeva attraverso il mio guscio, nel centro di me,-Ti piace la musica?- I nostri padri uscirono e si fermarono sulla soglia, e uno dei due disse: -Cosa faremo?- e capii che il tempo per stare insieme a lei era quasi finito e le chiesi se le piaceva fare sport e lei mi chiese se mi piaceva giocare a scacchi, io le chiesi se le piacevano gli alberi caduti e lei andò a casa con suo padre, il centro di me la seguì ma rimasi da solo con il mio guscio, avevo bisogno di rivederla, e non riuscivo a spiegarmi quel bisogno e per questo era un bisogno così bello, perché non c’è niente di male nel non capire sé stessi.”

***

Come dicevo ieri per La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, anche Molto forte, incredibilmente vicino è adatto alle persone che vogliono leggere un bel libro senza essere abituate a romanzi troppo complessi o linguaggi particolarmente forbiti. Safran Foer affronta in questo romanzo il tema dell’attentato alle Torri Gemelle e delle persone sopravvissute alle sue vittime. Il protagonista è l’undicenne Oskar, e la trama è troppo bella per poterla ridurre in queste righe.
In questo libro c’è però una particolarità a livello di struttura narrativa che lascerà piacevolmente sorpresi anche i lettori più navigati, quindi se avete un amico un po’ snob e pretenzioso e volete accrescere la vostra reputazione Jonathan Safran Foer sarà di sicuro l’arma giusta con cui colpire.

HERMANN HESSE

NARCISO E BOCCADORO

Oscar Mondadori

Difficoltà 3/5
Per l’amico artista

“ – Esporremo la questione al nostro padre abate e lasceremo decidere a lui.
Così fecero, e padre Daniele con paziente benevolenza la disputa dei due eruditi sulla loro concezione dell’insegnamento della grammatica. Quando ebbero esposto minutamente e motivato ciascuno le proprie idee, il vecchio li guardò sereno, scuotendo un poco la testa canuta, e disse: -È lodevole da parte del nostro Narciso che la scuola gli stia così a cuore e ch’egli aspiri a migliorare i programmi d’insegnamento. Ma se il suo superiore è di un’altra opinione, Narciso deve tacere e ubbidire, e tutti i miglioramenti della scuola non compenserebbero il danno, se per causa loro l’ordine e l’obbedienza venissero turbati in questa casa. Biasimo Narciso di non aver saputo cedere. E a tutti e due , miei giovani dotti, auguro che non vi manchino mai superiori più ignoranti di voi; non c’è nulla di meglio contro l’orgoglio.”

***

Un’avvertenza: per questo libro non è necessario apprezzare Hermann Hesse. A me Siddharta non è piaciuto e mi sono avvicinata a Narciso e Boccadoro solo perché un amico mi aveva assicurato che era un libro che meritava.
Non si è sbagliato. Narciso e Boccadoro  parla dell’amicizia fra il contemplativo Narciso e lo scavezzacollo Boccadoro, in un contesto medievale che però potrebbe essere l’ambientazione di una qualunque epoca in un qualunque luogo.
È il regalo perfetto se conoscete qualcuno da poco ma volete trasmettergli il senso di un’amicizia duratura ma non fondata sulla somiglianza. Narciso e Boccadoro è prima che un romanzo sull’arte e sulla conoscenza un romanzo sulla diversità. E sulla bellezza di sapere legata a sé una persona completamente diversa da noi.

AZAR NAFISI

LEGGERE LOLITA A TEHERAN

Adelphi

Difficoltà: 3/5

Per l’amica femminista

“- Mi stai ascoltando?- domandò, avvicinando al mio viso i suoi occhi beffardi. -Dove sei?

-Oh, sono sempre qui. Stavo solo riflettendo- replicai.

-Grazie a te, ho capito meglio una cosa su cui ho riflettuto spesso, negli ultimi tempi.- Aspettò che continuassi. -Stavo pensando al diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, e al fatto che le mie ragazze non sono felici. Quello che intendo dire, è che ormai si sentono condannate all’infelicità.

-E come pensi di convincerle invece che la felicità è un diritto?- domandò. -Sicuramente non incoraggiandole a fare le vittime. Devono imparare a battersi.”

***

So che lo regalerete ad una ragazza, ma secondo me ogni uomo dovrebbe leggere la storia  della professoressa Nafisi e delle cinque ragazze che seguono le sue lezioni di letteratura su Nabokov, Henry James, Scott Fitzegerald e altri, in un Iran flagellato dalla censura e dalla repressione dell’autonomia femminile.
Leggere Lolita a Teheran è un romanzo commovente nella delicatezza con cui racconta le aspirazioni normali (diventare insegnante, sposare un ragazzo diverso da quello scelto dalla famiglia, andare in giro a capo scoperto o non alzarsi per il saluto al preside in aula) di queste ragazze così lontane e al tempo stesso così vicine al nostro paese. È un romanzo che può educare molte donne, che può insegnare loro ad apprezzare davvero quella serie di autonomie di cui troppo spesso ci lasciamo spogliare in nome di ideali che ideali non sono. Può insegnare a ogni ragazza ad avere il coraggio delle proprie scelte. Magari con l’ausilio e la complicità di vecchi scrittori che del mondo avevano capito molte più cose di tutti noi.
Il regalo adatto a una ragazza femminista ma anche ad una tradizionalista. Per la seconda insieme a Lolita e Memorie di una ragazza perbene.

MICHAIL BULGAKOV

CUORE DI CANE

Oscar Mondadori

Difficoltà: 4/5

Per l’amico impegnato in politica

“-Il cibo è una faccenda delicata, Ivan Arnol’dovič. Mangiare è un’arte, e figuratevi che la maggior parte delle persone non sa affatto mangiare. Non basta sapere che cosa mangiare, ma quando e come. (Filipp Filippovič agitò con un gesto significativo il cucchiaio.) E di che argomento parlare mentre si è a tavola… Se vi sta a cuore la vostra digestione, eccovi un buon consiglio: non parlate mai di bolscevismo, né di medicina. E Dio vi scampi dal leggere i quotidiani sovietici prima di desinare!

-Ehm… Ma non ce ne sono altri…

-E allora non leggetene nessuno. Ho avuto modo di osservare una trentina di casi nella mia clinica. E volete sentirne una? I pazienti che non leggono i giornali godono di eccellente salute.”

Michail Bulgakov è conosciuto come l’autore de Il maestro e Margherita, che però non vi consiglierò perché è uno di quei libri che fa sentire stupido anche il lettore più accurato e quindi vi farebbe odiare. Il maestro e Margherita, poi, è il classico regalo che fa l’amico che non legge ma vuole darsi un tono all’amico che non capisce quello che legge ma dice di leggere i russi per darsi un tono. Quindi direi di evitare.
Cuore di cane, invece, è un racconto di disarmante semplicità a livello di trama: uno scienziato decide di prendere il cuore di un cane randagio e di impiantarlo nel corpo di un essere umano per osservare se un animale può riuscire ad ambientarsi nella società delle persone “civili”. In realtà è una grande allegoria satirica della società russa all’indomani della guerra civile, come in un altro stato lo fu La fattoria degli animali di George Orwell.
Se avete un amico con la passione per la politica questo sarà un regalo particolare (Cuore di Cane è una delle opere meno conosciute di Bulgakov) ma carico di significato. E chi lo leggerà apprezzerà la modernità della maggior parte dei temi trattati. Ancora più della stessa Fattoria degli animali.

I libri da regalare a Natale – Consigli (5/20)

Perché un post di consigli?
Perché credo che le classifiche di vendita non diminuiscono il dramma di chi vuole regalare un libro ma non sa come orientarsi.
Poi perché un paio di giorni fa mi è capitata tra le mani la citazione “la cultura se non viene condivisa non vale nulla” (è in uno dei 20 volumi che vi consiglierò, ma non riesco a ricordare in quale).
E poi perché credo che i libri cambino la vita molto più di un nuovo taglio di capelli o di un gioiello o di un viaggio per due persone o di un abbonamento a dei trattamenti termali.

Qui di seguito avrete quindi un po’ di consigli per regalare libri alle persone a cui volete bene. Sono titoli eterogenei. Accanto ad ognuno ho messo l’indicazione del livello di difficoltà e il tipo di persona a cui sarebbe perfetto regalare il volume. Tenete però presente che tutti questi libri possono essere adatti a chi legge molto. Io li ho letti e apprezzati nonostante il fatto che alcuni (Danny l’eletto, Lasciami Entrare e Aurora) trattassero temi diversi da quelli che prediligo di solito. Se avete la fortuna di avere un amico accanito lettore allora andate tranquilli con tutti i volumi, se no scegliete in base alle indicazioni.

I libri consigliati saranno in totale 15 e verranno pubblicati a gruppi di 5 da qui a domenica sera. Spero non me ne vorrete, ma non ho voluto rinunciare a inserire le citazioni per paura di fare un post troppo lungo.

FRIEDRICH NIETZSCHE
AURORA– PENSIERI SUI PREGIUDIZI MORALI

Adelphi
Difficoltà: 4/5
Per tutti

177 – Imparare la solitudine
Oh, poveri bricconcelli nelle grandi città della politica mondiale, voi giovani dotati, torturati dall’ambizione, che ritenete sia vostro dovere in ogni circostanza – e c’è sempre una circostanza– dire la vostra parola! Credete di essere il carro della storia, se sollevate in questo modo polvere e frastuono? Tenendo sempre le orecchie tese, attendete il momento di poter far sentire anche la vostra voce, ma perdete ogni vostra autentica produttività. Per quanto possiate essere ancora tanto bramosi di opere grandi, il profondo silenzio del maturare creativo non giunge a voi! L’avvenimento del giorno vi spazza via come pula, mentre voi credete di spazzare via lui, poveri bricconcelli! Se si vuole sulla scena far la parte dell’eroe, non si può pensare a fare quella del coro, anzi non si può neppure sapere come è che si fa il coro.”

***

Al terzo anno d’università il professore –serissimo e formale – di Diritto dei Mercati Finanziari ci lesse questo estratto come congedo dell’ultima lezione. Di quei secondi ricordo solo che la lettura mi colpì. Andai subito a comprare il volume e ora che lo stringo tra le mani mi rendo che ha orecchie, segni e appunti praticamente su ogni margine e ogni centimetro del frontespizio.
I pensieri sui pregiudizi morali è strutturato come un elenco di aforismi e riflessioni e proprio in questo risiede la sua forza. Potete regalarlo a chi ha l’abitudine di leggere  anche se non ha familiarità o simpatia per Friedrich Nietzsche o con i trattati di filosofia in genere.  Per la persona a cui lo regalerete diventerà sicuramente il regalo più di valore di tutti quelli ricevuti quest’anno. Non fatevelo sfuggire.

AUDREY NIFFENEGGER
LA MOGLIE DELL’UOMO CHE VIAGGIAVA NEL TEMPO
Oscar Mondadori
Difficoltà:  3/5
Per l’amica che legge i bestsellers

“CLAIRE:
È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene.  È dura essere quella che rimane.
Mi tengo occupata. Così il tempo passa più veloce.
Vado a dormire da sola e mi sveglio da sola. Faccio passeggiate. Lavoro fino a stancarmi. Osservo il vento giocare con la robaccia rimasta sepolta per tutto l’inverno sotto la neve. Finché non ci si pensa sembra facile. Perché l’assenza intensifica l’amore?
[…]
Perché se ne va dove io non posso seguirlo?
HENRY:
Come ci si sente? Come ci si sente?
A volte è come se ti fossi distratto per un attimo.  Con un sobbalzo ti accorgi che il libro che stavi leggendo, la camicia di cotone a quadretti rossi con i bottoni bianchi, i tuoi jeans preferiti, neri, e i calzini marroni: è tutto sparito.  Sei in piedi, nudo come un verme, immerso fino alle caviglia nell’acqua ghiacciata di un canale di scolo lungo una strada rurale che non conosci. […]
E Clare, sempre Clare. Clare la mattina, assonnata. Clare con le braccia affondate nella tinozza per la fabbricazione della carta, che estrae la massa informe e la manipola per mescolarne le fibre. Clare che legge con i capelli sparsi sullo schienale della sedia, mentre massaggia le mani rosse e screpolate con un balsamo prima di andare a letto. La voce bassa di Clare all’orecchio, spesso.
Odio trovarmi dove lei non è, e quando lei non c’è. E invece me ne vado sempre, e Clare non mi può seguire.”

***

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo parla della storia di un uomo, Henry, affetto da una malattia congenita che lo porta a viaggiare nel tempo senza poter controllare i propri spostamenti e di una donna, Clare, moglie di Henry. È una storia d’amore atipica e struggente, narrata in uno stile contemporaneamente delicato e complesso adatto ad ogni tipo di lettore.
Se avete un’amica che legge regolarmente i bestseller ma vorrebbe confrontarsi con un libro meno scontato La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo vi farà fare bella figura senza dare l’idea che vogliate strafare o apparire forzosamente intellettuali.

VIRGINIA WOOLF
DIARIO DI UNA SCRITTRICE
Minimum Fax
Difficoltà: 3/5
Per chi ama scrivere

“MARTEDÌ, 9 MAGGIO
Ieri sera a Carpentras c’era una servetta dagli occhi onesti, i capelli pettinati a frangetta e un dente un po’ annerito.  […] Quella strana faccina onesta, con il dente annerito, rimarrà a Carpentras, immagino. Si sposerà? Diventerà una di quelle grosse donne in nero che sferruzzano nel vani della porta? No, prevedo che le accadrà qualcosa di tragico, perché aveva abbastanza fantasia da invidiarci la Lanchester.”

***

Questo volume contiene i diari della scrittrice Virginia Woolf dal 1918 fino al 1941 (poco prima del suo suicidio per annegamento), certamente una delle migliori osservatrici della realtà degli ultimi secoli. Questi diari sono una lettura imprescindibile per tutte le persone che amano scrivere, oltre che osservare il procedimento di concepimento e stesura di un romanzo (la Woolf descrive minuziosamente le sue routine di scrittura) anche per comprendere il rapporto che gli scrittori hanno con sé stessi e con la realtà che li circonda (l’episodio sopra riportato è solo uno delle decine di aneddoti e giudizi presenti nel libro).

JOHN  AJVIDE LINDQVIST
LASCIAMI ENTRARE

Marsilio
Difficoltà: 3/5
Per chi ama le storie di formazione

“ -Sí,  io uccido le persone. Sfortunatamente.
– Perché lo fai?
Un flash d’ira gelida passò sugli occhi di Eli.
-Se hai un’idea migliore, puoi benissimo dirmela.
-Sí, perché … per il sangue … deve esserci un modo per … qualche modo per …
-Non c’è.
Eli sbuffò, i suoi occhi si rimpicciolirono.
-Io sono come te.
-Io … non uccido le persone.
-No . Ma vorresti farlo. Se potessi. E lo faresti sicuramente in caso di necessità.
-Perché li odio. C’è una bella …
-Differenza? È questo che vuoi dire?
-Sí …
-Se potessi cavartela, se succedesse e basta. Se potessi augurare a qualcuno di morire e quello morisse. Lo faresti allora?
-Sì.
-Sì. E lo faresti soltanto per il tuo piacere. Per vendetta. Io lo faccio perché devo. Non esiste un altro modo. “

***

La trama di questo libro vi sarà familiare: un ragazzino alienato e vittima dei bulli incontra e fa amicizia con una giovane ragazza vampiro. Non è una semplice sensazione di dejà vu. Lasciami entrare infatti è il libro da cui è stato tratto il film Blood Story, uscito nella sale poco meno di tre mesi fa.
Devo però subito precisare che a livello di complessità emotiva il libro ha nulla a che vedere con l’atmosfera horror e vagamente splatter della pellicola. In realtà Lasciami entrare è una storia di formazione che affronta i temi dell’amicizia e della violenza in maniera meno banale di molti cosiddetti “romanzi seri”. Io ne sono rimasta stregata nonostante detesti gli horror e le storie suivampiri.

CHAIM POTOK
DANNY L’ELETTO
Garzanti
Difficoltà: 4/5
Per chi è in contrasto con i genitori

“Reuven,  il figlio del rabbino Saunders non vive in Polonia. L’America è libera. Qui non ci sono muri che sbarrino il passo agli ebrei. Ti pare tanto strano, dunque, che questo ragazzo trasgredisca le regole imposte da suo padre e che legga i libri proibiti? È incredibile la mole delle sue letture in un mese. Tu sei un alunno brillante, e lo affermo in tua presenza con sincero orgoglio. Ma lui è un fenomeno. Una mente come la sua nasce una sola volta nel corso d’una generazione.
Quindi Reuven, sta’ bene attento a quello che sto per dirti. Il figlio del rabbino Saunders è un ragazzo estremamente  solo e tormentato. Non esiste, alla lettera, un essere umano con cui possa parlare. Ha bisogno di un amico. Non ti avrebbe mai parlato delle sue gite clandestine in biblioteca se avesse creduto per un attimo che non avresti custodito il suo segreto. Stagli vicino Reuven, e ascolta il suo cuore molto più che la sua mente.”

***

Danny l’eletto è la storia dell’amicizia fra due ragazzi ebrei della comunità di Brooklyn, New York,  e del tentativo di uno di loro di rompere le regole della tradizione per scegliere in maniera autonoma cosa fare della propria vita.
È uno di quei libri che insegnano a comprendere l’amicizia e il rapporto con i genitori più delle esperienze e delle relazioni che viviamo nel mondo reale. È un romanzo ancestrale , che trascende l’ebraismo, l’epoca e l’età dei protagonisti. Un romanzo che tutti i ragazzi dotati dovrebbero leggere, che tutti gli amici dei ragazzi dotati dovrebbero leggere e che tutti i genitori di ragazzi dotati dovrebbero leggere.