Conversatori platonici

http://www.youtube.com/watch?v=KFLRrnfpDwI

che guidavano attraverso la campagna
settantadue ore per scoprire
se io avevo avuto una visione
o tu avevi avuto una visione
o lui aveva avuto una visione per scoprire l’Eternità

che viaggiavano per Denver
che morivano a Denver
che tornavano a Denver ed attendevano invano
che badavano a Denver e si preoccupavano
e rimanevano soli a Denver
ed infine se ne andavano per scoprire il Tempo
e ora Denver è rimasta sola senza i suoi eroi.

[Allen Ginsberg]

Le belle canzoni

La mattina dopo ho detto alla mamma che non potevo più andare a scuola. Lei mi ha chiesto cosa c’era che non andava. Le ho risposto: “Il solito problema di sempre.”
“Stai poco bene?”
“Sono triste.”
“Per papà?”
“Per tutto.”
Si è seduta sul letto vicino a me, anche se sapevo che era di fretta. “Cosa vuol dire tutto?”
Ho cominciato a contare sulle dita. “La carne e i latticini nel nostro frigo, le scazzottate, gli incidenti d’auto, Larry…”
“Chi è Larry?”
“Il senzatetto davanti al museo di Storia Naturale che dopo averti chiesto i soldi dice sempre: -Giuro che è per comprarmi da mangiare!”
Lei si è voltata, e intanto che andavo avanti a contare le ho tirato su la lampo. “Il fatto che non sai nemmeno chi è Larry, anche se probabilmente lo vedi ogni volta, il fatto che Buckminster non fa altro che dormire e mangiare e andare al gabinetto e non ha nessuna raison d’etre, il tipo basso e brutto che strappa i biglietti al cinema IMAX, il fatto che il sole un giorno esploderà, il fatto che a ogni compleanno mi regalano sempre almeno una cosa che ho già, i poveri che ingrassano perchè mangiano cibi schifosi perchè costano meno…”
A quel punto avevo finito le dita, ma la mia lista era appena cominciata, e sarebbe andata avanti a lungo perchè sapevo che finchè continuavo a parlare lei non se ne sarebbe andata. “Gli animali addomesticati, il fatto che ho un animale addomesticato, gli incubi, Microsoft Windows, i vecchi che stanno tutto il giorno a far niente perchè nessuno si ricorda di passare con loro un po’ di tempo, i segreti, i telefoni a disco, il fatto che le cameriere cinesi sorridono anche quando non c’è niente di bello o divertente, e anche il fatto che si sono cinesi proprietari di ristoranti messicani, e non ci sono messicani proprietari di ristoranti cinesi, gli specchi, le piastre di registrazione, il fatto che io sono il meno popolare a scuola, i buoni-sconto della nonna, le rimesse, le persone che non sanno cos’è Internet, la brutta grafia, le belle canzoni, il fatto che tra cinquant’anni non ci saranno più esseri umani…”
“E chi l’ha detto che fra cinquant’anni non ci saranno più esseri umani?”
Io le ho chiesto: “Tu sei ottimista o pessimista?”
Lei ha guardato il suo orologio e ha detto: “Ottimista.”
“Bhe, allora ho una brutta notizia per te, perchè gli uomini si distruggeranno a vicenda appena sarà abbastanza facile farlo, e cioè molto presto.”
“E perchè le belle canzoni ti rattristano?”
“Perchè non sono vere.”
“Mai?”
“Niente è bello e vero.”

Lei ha sorriso, ma non proprio di felicità:
“Parli come papà.”

[Jonathan Safran Foer]

Un pompino molto politico

 

Zelim te, Thomas, ovunque tu sia, qualunque cosa tu voglia essere: serbo scandivano o inuit. Se un giorno dovesse chiamarla, dal Canada, o da Stoccolma, o da Berna o da Madrid, lei gli direbbe: -Te la ricordi quella volta che eri nella mia bocca e io provavo un orgasmo solo perchè ti stavo facendo venire e tu dicevi Volim te, e fanculo le guerre, fanculo i passaporti, fanculo tutto? Era proprio un pompino politico, quello.”

[Elvira Dones]