Per sempre vivere

Cuore di tenebra

Il capitano era uno svedese che, conosciutomi per uomo di mare, m’invitò sul ponte di comando. Era un giovane magro, biondo e musone, dai capelli lisci e il passo strascicato. Mentre ci si staccava dal piccolo squallido molo, accennò prezzantemente con la testa verso la riva: -E’ stato là?-, domandò. Risposi: -Sì.

-Bella combriccola quelli del governo, le pare?-, continuò, parlando inglese con grande proprietà e molta amarezza. -Buffo che cosa fa certa gente per pochi franchi al mese. Mi domando come finisce gente simile quando va all’interno.
Gli risposi che era quanto mi aspettavo di vedere di lì a poco. -Ah, sì?-, esclamò. Strascicò qualche passo di traverso, con un occhio vigile alla prua. -Non ne sia troppo sicuro”, proseguì. -L’altro giorno ho preso su un uomo che si è impiccato per via. Anche lui svedese!
-Impiccato!, e perchè in nome di Dio?-, esclamai.

Continuò a tenere gli occhi fissi innanzi.
-E chi lo sa? Il sole gli avrà dato la testa, oppure il paese.

[Joseph Conrad – Cuore di tenebra]